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Storia della Seta

La sericoltura (termine utilizzato per indicare la produzione della seta) ha una lunga storia che affonda le sue origini in Cina millenni avanti Cristo.
Secondo la tradizione cinese sarebbe stata la moglie di un imperatore a introdurre l’allevamento del baco da seta nel 3000 avanti Cristo: si narra che l’imperatrice Hsi Ling Shih allevasse un numero considerevole di bachi e che un giorno, mentre sotto un gelso beveva del thè caldo, un bozzolo le cadde nella tazza; il calore della bevanda le permise di dipanarlo ottenendo un filo lungo quasi un chilometro. Da allora fu avviato l’allevamento dei bachi alimentati con foglie di gelso. Sulla base di recenti ritrovamenti archeologici1 di frammenti di tessuto, di strumenti per la lavorazione della seta, e di parti fossili di bozzolo risalenti a 6000 anni fa, una nuova ipotesi sostiene che la sericoltura abbia origini ancora più lontane.

La seta, da sempre considerata un tessuto prezioso e nobile, è stata per lungo tempo un privilegio degli imperatori cinesi, della loro corte e dei sacerdoti. Il colore identificava la classe sociale di appartenenza: giallo per imperatore ed imperatrice; viola per le altre donne dell’imperatore; celeste per gli ufficiali…2 Successivamente si diffuse in tutte le classi sociali, ed il suo uso non fu limitato esclusivamente all’abbigliamento, ma venne utilizzata anche nella produzione di corde per strumenti musicali, per reti da pesca, per legacci resistenti. Si sviluppò una vera e propria economia basata sulla seta in Cina, cosi importante che nel 1000 dopo Cristo circa, iniziò l’esportazione in Occidente. Per secoli la sericoltura rimase esclusivamente patrimonio cinese. Attorno al sesto secolo d.C. dei monaci che erano stati in Cina riuscirono a portare a Bisanzio – capitale dell’Impero Romano d’Oriente, la sericoltura. Negli anni la produzione e il commercio della seta divennero uno dei settori più fiorenti dell’economia bizantina. Nel tredicesimo secolo d.C., con l’espansione del mondo islamico il baco da seta arrivò in Sicilia e l’Italia sviluppò una propria produzione di seta divenendo il maggior centro europeo. Tale primato fu dell’Italia fino al diciassettesimo secolo quando la Francia diventò il primo produttore europeo.

Il percorso che portava dall’Estremo Oriente agli imperi medio orientali, europei ed egiziani venne chiamato via della Seta proprio perché era questo il bene più prezioso che veniva trasportato. Il nome Seidenstraße (via della seta) venne utilizzato per la prima volta da un geografo tedesco3. Fu proprio la seta, da sempre tessuto prezioso e costoso che permise che fiorissero gli scambi commerciali e culturali.

via_della_setaLa via della Seta: foto tratta da osservatorioanalitico.com

1 Ritrovamento vicino alla regione cinese del Fiume Azzurro.
2 Seta e moda: dalla filiera della seta alla produzione tessile, Cinzia Capalbo – 2004.
3 Tagebucher aus China, Ferdinand von Richthofen, Berlino 1097.

Oggi, la seta continua ad essere considerata un tessuto molto pregiato. I principali produttori mondiali di seta sono la Cina (supera il 70% della produzione mondiale), l’India, la Thailandia ed il Brasile.

CURIOSITA’ SULLA STORIA DELLA SETA

SETA = ½ ORO L’isola di Rab, dal 1018, corrispondeva al doge di Venezia e Dalmazia un tributo pari a 10 libre di pura seta. Se non fosse stato possibile versare questo tributo, l’isola di Rab doveva rispettare l’impegno con 5 libre di oro puro4.
SETA CONTRO IL TEMPO Tessuto di seta5 conservatosi alla perfezione dopo dieci anni di permanenza a 130 metri di profondità a contatto con l’acqua marina. Ritrovato sul piroscafo Egypt naufragato nell’Atlantico.
CAROVANA DI GIORNALISTI CINESI SULLA VIA DELLA SETA Giornalisti cinesi stanno ripercorrendo la via della seta per dare vita ad un documentario su questo affascinante itinerario6.

4 Anno 1018. Promissionis cartula di Arbe, Codex Trevisaneus, Archivio di Stato di Venezia, carta 141 r.
5 Reperto esposto al Museo Esapolis di Padova.
6 Fonte Ansa.it

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