TUTTO SULLA FIBROINA DI SETA
Risorse online sulla fibroina di seta

La Fibroina di Seta in campo medicale

Una struttura che il baco costruisce attorno a sé per difendere la delicata fase della metamorfosi dai raggi ultravioletti, dai batteri, dalle muffe e dall’umidità: questo il significato biologico del bozzolo da cui deriva l’idea dell’utilizzo del filamento serico per applicazioni in campo medico.


L’utilizzo della seta in campo biomedicale può avvenire soltanto in seguito alla rimozione della sericina, a causa degli effetti di ipersensibilità e immunogenicità scatenati dalla fibra di seta così come è.
Ad essere utilizzata in campo medicale quindi è la sola fibroina, un polimero biocompatibile in tutto e per tutto alla pari dei migliori polimeri sintetici utilizzati attualmente come biomateriali: infatti la fibroina promuove l’adesione delle cellule alla sua superficie e ne accelera la crescita, non induce la formazione di trombi e le membrane da lei prodotte sono permeabili al vapore acqueo e all’ossigeno. Per biocompatibile vogliamo intendere tutta quella serie di interazioni che si creano tra l’organismo e il dispositivo biomedicale che non deve indurre reazioni avverse (che potrebbero cioè interferire con l’obiettivo terapeutico).


Altro punto a favore della fibroina di seta è la sua biodegradabilità, ovvero la sua scomposizione in composti di minor peso molecolare: caratteristica questa molto importante nelle applicazioni in vivo. A differenza di quanto accade con materiali di natura sintetica, la fibroina biodegradandosi non causa una risposta infiammatoria poiché i suoi prodotti di degradazione finali sono gli amminoacidi costituenti la stessa proteina, i quali vengono facilmente riassorbiti dall’organismo ospite.


Infine la fibroina come biomateriale possiede la fondamentale caratteristica di poter essere sterilizzata senza subire degradazione come invece accade ad altre proteine fibrose. Tale proprietà risulta particolarmente importante poiché ciascun tipo di materiale destinato all’impianto deve essere obbligatoriamente sterile.

Storicamente l’applicazione in campo medico non è una novità: già da secoli infatti viene impiegata come filo da sutura per le sue ottime proprietà meccaniche e di non rigetto da parte del sistema immunitario.
Più recente invece è l’uso della fibroina di seta per la realizzazione di pellicole solide ultrasottili e idrogel nei quali includere molecole farmacologiche, macromolecole bioattive come enzimi o diversi tipi di cellule. Grazie a questa tecnologia un gruppo di ricercatori svizzeri riesce a monitorare dei pazienti affetti da glaucoma attraverso speciali lenti a contatto, mentre un team sudcoreano ha creato un dispositivo in grado di rilasciare, all’occorrenza, un farmaco nei malati affetti da Parkinson per calmare le contrazioni muscolari.


Quindi le applicazioni vanno dall’utilizzo nel rilascio controllato di farmaci a organi prestabiliti fino alla ricostruzione di vene periferiche o addirittura ossa. Approdando quindi all’ingegneria tissutale, la fibroina viene impiegata anche nella realizzazione di scaffolds ossia di particolari membrane con grandi capacità di supporto e adesione per cellule di diverso tipo favorendo la riparazione dei tessuti in vivo. Alla Tufts University di Boston si stanno eseguendo in tal senso prove su tessuti come cervicali, reni, legamenti, cartilagini e tessuto nervoso.

Legamento crociato fibroinaUn legamento crociato anteriore in fibroina di seta: foto tratta da textileworld.com


L’ulteriore passo è stato applicare alla fibroina di seta la microelettronica: esistono infatti sensori per il monitoraggio di parametri quali la frequenza cardiaca e la temperatura corporea o speciali “fogli di seta” che posizionati sul cuore o sul cervello monitorano l’attività elettrica di questi due organi.

Film fibroina di setaUn sensore impiantanto in un film in fibroina di seta: foto tratta da nytimes.com

Negli ultimi anni l’uso di abbigliamento e intimo in fibroina di seta si è dimostrato efficace nel trattamento di diverse patologi e di cute e mucose come dermatite atopica, dermatite da contatto, candidosi, lichen ed altre.

Questo sito web utilizza i cookie e consente l'invio di cookie di terze parti. Premendo il tasto OK o compiendo una qualunque azione all’interno del sito web accetterai l'utilizzo dei cookie. Per saperne di più su come modificare o negare l'utilizzo dei cookie consulta la nostra: Privacy Policy

OK