TUTTO SULLA FIBROINA DI SETA
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Cos’è la Fibroina di seta

La seta è una fibra naturale di natura proteica e di origine animale che viene prodotta da alcuni insetti della famiglia dei lepidotteri e dai ragni. E’ l’unica fibra naturale che può essere definita con il termine “filamento” per la sua lunghezza.

La seta che viene utilizzata per realizzare i tessuti si ottiene dal bozzolo prodotto dai bachi da seta, nella maggior parte dai bachi da seta della specie Bombyx mori.

Bombix MoryBachi da seta Bombyx Mori su foglie di gelso: foto tratta da freeanimalspictures.com

 

Dalle uova della falena, deposte nell’anno precedente, nascono i bachi, la cui nascita può essere “programmata”, regolando opportunamente la temperatura sui 24°C nei mesi di aprile-maggio, in corrispondenza dell’uscita delle foglie del gelso, di cui si nutrono.

I bachi crescono molto rapidamente per circa un mese attraversando quattro cambiamenti di pelle o mute; quando poi questo insetto, che si nutre solo ed esclusivamente delle foglie del gelso, raggiunge la maturità, inizia a secernere da due ghiandole serigene (dette seritteri) posizionate ai lati della bocca, la seta sotto forma di filamento doppio (bava) che può raggiungere la lunghezza di 1,5 Km. Tale bava serica è formata da due bavelle di fibroina perfettamente lisce (che rappresentano circa l’80% del peso del filamento) che si uniscono grazie ad una sostanza gommosa detta sericina (20% circa).

Fibroina di setaLa struttura della seta al microscopio elettronico: foto tratta da ilritrattodellasalute.org

Durante la fase di estrusione, la fibroina viene trasformata assumendo una conformazione ordinata detta “a fogli pieghettati beta”, che rende la fibra cristallina e le conferisce peculiari proprietà meccaniche e di lucentezza.
Muovendo poi la testa attorno al suo corpo, il baco dispone questa bava in modo da restarne imprigionato, dando origine così al bozzolo. I bozzoli, per essere filabili, non devono essere sfarfallati (ossia lesionati dall’uscita della crisalide) e quindi la crisalide viene uccisa con l’utilizzo di vapore acqueo per circa un’ora a 80°C. I bozzoli secchi ottenuti si immergono in acqua calda per ammorbidire la proteina gommosa (sericina), che tiene unite le bavelle di seta, così che la seta possa essere dipanata. Le bavelle di tre o quattro bozzoli si riuniscono insieme incollandole con la sericina rammollita e si dipanano nell’operazione detta trattura.

La seta greggia così ottenuta è ruvida e opaca e difficile da tingere; da quest’ultima si possono ottenere la seta cruda, sottoposta semplicemente a un breve lavaggio, la seta semicotta e la seta cotta da cui la sericina è stata quasi completamente eliminata: in questo modo la seta perderà circa un quarto del suo peso iniziale e avrà una lunghezza di fibra di 600-700 m, poiché i bozzoli non sono completamente dipanabili.
La fibroina di seta presenta interessanti affinità con la nostra pelle, infatti è una proteina fibrosa formata da piccoli amminoacidi quali Glicina (40%), Alanina (25%), Serina (15%), Tirosina (10%), gli stessi aminoacidi che formano lo strato corneo della pelle. Vanta inoltre un’ottima proprietà termoregolatrice in quanto, essendo una fibra di origine animale, mantiene la temperatura, per esempio corporea, a differenza di altri filati vegetali (come il cotone) o sintetici.

Altra caratteristica importante è la sua igroscopicità, ovvero l’essere in grado di trattenere fino al 30% di umidità risultando comunque asciutta: anche qui un dato che rimanda alla pelle che necessita di una percentuale d’acqua compresa tra il 10% e il 35 %.

La sericina invece si differenzia dalla fibroina, dal punto di vista degli aminoacidi, più quantitativamente che qualitativamente: infatti è caratterizzata da Serina (40%) e Glicina (15%). Essendo una glicoproteina solubile in acqua, è possibile eliminare la sericina durante un processo chiamato “degumming” o “sgommatura”.

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